Poesie

 

 
Questa fotografia di Mariateresa Toledo dal titolo Nei vicoli di Napoli è stata affidata a
Donatella Costantina Giancaspero che ha scritto una poesia intitolato Poesia per la Pace

 

POESIA PER LA PACE (2016)

 

Nel bianco e nero

del tuo occhio,

i giovani immigrati

hanno spalle sbilanciate

da merce a poco prezzo

e il sorriso degli scampati.

 

Ma, dietro ai passi, a ritroso,

oltre la sfocatura di un viavai

– volti senza volto -, resiste

il mare che non vedi: respira

di silenzio primordiale,

nell’amniotica sepoltura

dei fratelli

condannati dalla guerra.

 

È inganno,

illusione di pace,

agli scampati, anche il sorriso:

non porge mani, non arrende

l’ombra che s’incrosta ai muri,

 

l’inverno che gela.

 

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"RIPIEGHIAMO IN DIREZIONE DEL BAR"
Donatella Costantina Giancaspero


Voce recitante di Rodolfo Lettore

 

Ripieghiamo in direzione del bar

Ripieghiamo in direzione del bar, sul margine di un autunno.
Le suole obbediscono al selciato, che marcisce tra piovaschi
e smottamenti di luce tra le crepe.

Da un isolato all’altro, i passanti inoltrano il crepuscolo
verso l’inverno.
Camminano con noi fino alla meta. Poi,
li lasciamo andare.
Lasciamo anche il rifugio delle tasche,
in quell’istante che apre la porta agli occhi rievocativi
e agli specchi.

Stanno in silenzio sul bancone – davanti, il caffè che mi offri –,
senza risposta alla domanda «quanto zucchero?».

Sai, delle piccole cose non sono più tanto sicura, ormai:
vado un po’ per tentativi…

Un sorriso opaco, di rimando, dalla lastra dietro il bancone.
E il sorso pieno col retrogusto dell’inettitudine.
Nel fondo, resta il dubbio.

 

 

Nous replions vers le bar, en marge de l’automne

Nos semelles obéissent au terrain, qui pourrit entre averses
et éboulements lumineux au fond des crevasses.

D’un bloc à l’autre, les passants acheminent le crépuscule
vers l’hiver.
Ils marchent avec nous vers le but. Et puis,
nous les laissons aller.
Nous laissons aussi le refuge des poches,
en cet instant qui ouvre la porte aux miroirs
et aux yeux qui se souviennent.

Les voilà appuyés au zinc, en silence, -devant, le café que tu m’as offert-
sans répondre à la demande “combien de sucre?”.

Des petites choses, tu sais, je ne suis plus tellement sûre, désormais,
je procède un peu à tâtons…

Un sourire opaque, en réponse, de la glace derrière le banc.
Et la gorgée pleine, avec un arrière-goût d’inaptitude. (ou impuissance)
Tout au fond, reste le doute.

(traduzione di Edith Dzieduszycka, che già in sé è un’altra poesia)